Il significativo contributo del Livorno Rugby e più in generale della città di Livorno nella ‘storica’, favolosa, indimenticabile affermazione dell’Italia under 20 contro i pari età dell’Inghilterra, nella seconda giornata del ‘Torneo delle Sei Nazioni di categoria’ non è relativo solo alla presenza in campo del mediano di mischia Gianluca Tomaselli, il classe 2002, sportivamente nato e cresciuto in biancoverde e attualmente in forza alle Fiamme Oro Roma, nel Top10. Nello staff della squadra degli azzurrini, capaci di firmare un’impresa mai realizzata in precedenza da alcuna rappresentativa dell’Italrugby al cospetto di realtà che indossano la ‘mitica’ maglia bianca (e l’arcinota ‘Red Rose’), figurano pure due personaggi legati a doppio filo alla società del Livorno Rugby. Si tratta (l’ordine è quello alfabetico) di Mario Isozio e di Alberto Righi. Il primo, Isozio, da oltre venti anni, rientra nello staff della Federazione: a lui sono affidate mansioni manageriali e logistiche delle varie nazionali. Isozio è anche l’esperto allenatore labronico che peraltro guidò la prima squadra del Rugby Livorno nella stagione 83/84. Attualmente è coach degli under 15 biancoverdi, ma di fatto – compatibilmente con i suoi impegni federali e indipendentemente dal suo incarico della stagione in corso – è da lunghi decenni un preciso punto di riferimento per il Livorno Rugby. Il secondo, il dottor Righi, è il medico sociale della nazionale giovanile e – tralasciando il suo eccellente curriculum professionale e i suoi incarichi nell’Azienda Sanitaria di Livorno e la sua attuale collaborazione con le Fiamme Oro – è lo ‘storico’ medico sociale biancoverde. Altro personaggio di riferimento per la palla ovale labronica e non solo labronica. Altra persona che da tempo immemore aiuta, in modo concreto, con la sua professionalità e la sua passione, le iniziative del Livorno Rugby. Più in generale, Isozio e Righi sono due personaggi che di diritto sono entrati nella ultranovantennale storia del club biancoverde. Due personaggi che ora sono entrati nella storia del rugby internazionale: è anche merito loro se l’Inghilterra, per la prima volta, è stata battuta dall’Italia.