Al netto di ulteriori novità legate ad eventuali nuovi protocolli della Fir, per i biancoverdi delle tre maggiori rappresentative del Livorno Rugby il ventilato passaggio, dal 28 febbraio, della Toscana da zona arancione a zona rossa non cambieranno le abitudini tecnico-sportive. Non si registreranno per la prima squadra, per gli under 18 e per gli under 16 novità nel lavoro settimanale. Se la Toscana passerà in zona rossa, i cambiamenti si registreranno per le altre formazioni giovanili (under 14, 12, 10, 8 e 6) e per la squadra Old, che, loro malgrado, dovranno fermare i propri allenamenti. Il campionato senior di serie B, al pari dei campionati under 18 e under 16, viene considerato di ‘interesse nazionale’. E, stando alle ultime direttive della Fir, i giocatori protagonisti in tali tornei possono proseguire gli allenamenti. Fino al 7 marzo sono previste solo sedute di carattere fisico-atletico, con lavoro personalizzato. Poi, dall’8 marzo, saranno consentiti classici allenamenti con contatto, mischie e placcaggi e si potranno anche organizzare sedute congiunte e amichevoli. Il tutto in vista dell’inizio dei vari campionati (inclusi quelli di B, under 18 e under 16), che scatteranno l’11 aprile. Tornei in ogni caso piuttosto corti, con meno partite rispetto al passato: la stagione si concluderà entro il 25 luglio. La prima squadra del Livorno Rugby non nasconde bellicosi propositi nel nuovo campionato di B. Le stesse rappresentative under 18 e under 16 possono contare su notevoli mezzi per la categoria: hanno concrete possibilità, dopo gli strepitosi tornei vissuti nella scorsa annata (purtroppo interrotta in modo brusca per colpa dell’emergenza della pandemia) di confermarsi ai vertici nazionali. Ma la volontà di effettuare queste sedute settimanali nel proprio quartier generale del ‘Maneo-Settembrini’ non nasce tanto dalle importanti ambizioni di classifica e dalle possibilità di ottenere ingenti bottini di punti nelle partite ufficiali (tante o poche che siano). Queste sedute senza contatto servono per mantenere una buona condizione e soprattutto per lanciare un preciso segnale di carattere sociale, culturale e sportivo: nessuno, tra i rugbisti biancoverdi, vuole ‘arrendersi’ di fronte al ‘placcaggio scorretto’ portato dal Covid-19.