Sono passati due anni precisi da quel tragico martedì 2 ottobre 2018, quando, nel giorno dell’antivigilia del suo ventunesimo compleanno, il valido trequarti centro livornese di origine nigeriane Oduware Imafidon – per tutti ‘Odu’ – perse la vita in un incidente stradale. Pochi giorni prima, lo sfortunatissimo atleta aveva esordito nella prima squadra del Livorno Rugby, in un’amichevole pre-campionato giocata sul campo ‘Carlo Montano’, contro il Bellaria Pontedera. In quella sgambata contro i pontederesi ha debuttato nella mischia biancoverde anche Giacomo Gragnani, seconda linea classe ’92. L’avanti, sempre titolare e sempre grande protagonista nelle undici gare disputate dai labronici nell’ultima annata agonistica (interrotta circa a metà per l’emergenza della pandemia da Covid-19) è stato nominato capitano dai suoi stessi compagni di squadra in vista della stagione 2020/21. “Per me – dice lo ‘stakanovista’ Giacomo Gragnani – ‘Odu’ è sempre presente, indipendentemente dalla ricorrenza dei due anni. Ogni volta che indosso la maglia biancoverde o che entro in campo anche solo per un allenamento, la testa mi va al suo bellissimo ricordo. Presi la decisione di passare alla squadra del Livorno Rugby proprio nel 2018 insieme a lui, al mio caro amico ‘Odu’. Stiamo organizzando, per sabato prossimo al ‘Carlo Montano’, una ‘braciata’: l’incasso sarà devoluto ai suoi familiari. Eventualmente, se ci fossero avverse condizioni meteorologiche, l’evento sarebbe rinviato di una settimana”. Sul piano sportivo, quello di Gragnani è un percorso più unico che raro. “Ho cominciato a giocare a rugby solo a 22 anni. Sono sempre stato un appassionato della palla ovale anche per motivi familiari, visto che mio nonno Giorgio, mio zio Luca e mio cugino Giorgio sono stati tutti quanti protagonisti nel pacchetto biancoverde. Prima di iniziare con la palla ovale ho giocato a pallanuoto, anche in A1”. Ora per Giacomo i gradi di capitano. “È un onore: ringrazio i miei compagni per la fiducia che hanno dimostrato nei miei confronti. Come noto, nel rugby il capitano non è solo colui che, ad inizio gara, si trova con l’arbitro per il sorteggio ‘palla o campo’. Un capitano ha precise responsabilità. È una mansione che assumo molto volentieri, anche perché conosco il valore della squadra. Ci stiamo allenando con lo spirito giusto, per puntare ad importanti traguardi”. A breve uscirà il calendario della serie B: per ora si sa solo che, rispetto allo scorso torneo, sono confermate, per il Livorno Rugby, le stesse dieci avversarie del girone 2 (il raggruppamento del centro Italia) e che è stato dimezzato il numero di formazioni che festeggeranno la promozione. Le prime di ciascun girone si confronteranno nei play-off: solo due, in tutto, le squadre che dai quattro raggruppamenti saliranno in A. “È innegabile – commenta il capitano dei biancoverdi – che servirà una vera e propria impresa. È una formula dura per tutti, che non avvantaggia nessuno. Faremo il possibile per lottare per l’alta classifica e raggiungere l’obiettivo finale. Dovremo concentrarci impegno per impegno, partita per partita, allenamento per allenamento. Non dobbiamo preoccuparci degli altri, ma pensare solo a noi stessi. E, credeteci, con l’opera del nostro allenatore Marco Zaccagna, con la determinazione del nostro ‘nucleo storico’, arricchito con l’innesto di giocatori di qualità, abbiamo tutta l’intenzione di battagliare per mete di tutto rispetto”.