I livornesi Alessandro Gesi e Diego De Rossi sono nati nel 2003 e diventeranno maggiorenni nel prossimo autunno: festeggeranno diciotto anni rispettivamente il 31 ottobre e il 10 dicembre. Hanno lo sport della palla ovale nel Dna e doti tecniche, fisiche e atletiche importanti: i due giocatori diciassettenni, figli d’arte, attivi nel Livorno Rugby, hanno da tempo attirato le attenzioni dei tecnici federali. I nomi di Alessandro Gesi, mediano di apertura/estremo, e di Diego De Rossi, pilone/tallonatore, figurano nella lista dei 30 atleti, tutti classe 2003, selezionati per il ritiro dell’Italia under 18 in programma a Parma da lunedì 5 a giovedì 8 luglio. All’arrivo all’hotel scelto per il raduno, tutti gli azzurrini saranno sottoposti al test rapido antigenico Covid-19. A proposito di pandemia: la stagione agonistica 2020/21 è stata pesantemente condizionata dall’emergenza sanitaria. Come noto non si sono disputati i campionati giovanili (gli under 18 del Livorno Rugby avrebbero lottato sicuramente per mete di prestigio) e per lunghi mesi le varie squadre non hanno potuto effettuare sedute con contatto. Per loro fortuna, i migliori atleti hanno continuato a ‘lavorare’, senza soluzione di continuità, nei vari Centri di Formazione Permanenti. Nel CdFP di Prato, nel quale sono stati chiamati i ragazzi più promettenti del centro Italia (leggi atleti provenienti da Toscana, Emilia-Romagna, Marche ed Umbria), hanno trovato spazio gli stessi De Rossi e Gesi ed altri tre elementi biancoverdi. Si tratta di un loro coetaneo, Filippo Lavorenti (seconda-terza linea) e di due rugbisti del 2004, Lorenzo Nanni (trequarti centro) e Andrea Rossi (mediano di mischia). Quello di Prato è una sorta di college nel quale i giocatori del centro Italia di interesse nazionale possono effettuare una preparazione tecnico-sportiva di primissimo piano, continuando gli studi. I risultati (rugbistici e scolastici) confermano la bontà dell’opera della FIR, che, mettendo a disposizione propri tecnici e propri insegnanti, riesce a seguire da vicino la crescita (non solo sportiva) degli atleti più promettenti. Nel Centro di Formazione Permanente di Prato sono stati protagonisti, in tutto, in questa annata così particolare, 28 giocatori. Quella del Livorno Rugby è stata la rappresentativa più nutrita. Il tutto a conferma dell’ottimo lavoro svolto alla base dal club biancoverde, consapevole che solo con una seria opera di reclutamento e con una cura maniacale del proprio vivaio può garantirsi buoni risultati nel prossimo futuro.