Quello andato in scena, sotto le luci artificiali, alle 18 dello scorso sabato, sul sintetico del ‘Maneo’, fra le rappresentative under 14 ‘B’ del Livorno Rugby e dei Lions Amaranto Livorno è stato un derby ‘vero’, concluso con un punteggio basso: le difese sono parse più reattive ed organizzate rispetto agli attacchi. Alla fine, con il punteggio di 10-5 (2 mete a 1 e nessun punto di piede), ad imporsi sono stati i biancoverdi ‘padroni di casa’.

In campo, in realtà, nella sfida di recupero dell’incontro non disputato lo scorso 27 novembre, non sono scesi i giocatori delle rappresentative ‘B’: ferme, in questo ultimo fine settimana di gennaio, le squadre ‘A’, sono stati protagonisti (‘ufficialmente’ nelle formazioni ‘B’), per Livorno Rugby e Lions, i migliori elementi attualmente a disposizione.

Il Livorno Rugby, a causa di numerose assenze, dettate da infortuni e malanni vari, non ha schierato una squadra di soli giocatori del 2004 (cioè al primo anno in categoria), ma una ‘mista’ formata da giocatori del 2003 e del 2004. Questi i ragazzi utilizzati dai tecnici del Livorno Rugby under 14 Massimiliano Ljubi, Stefano Gesi e Alessandro Gragnani: Bernardini, Nannoni, De Rossi, Nicastro, Giusti, Gragnani, Rossi, Orsini, Marzana, Tavella, Piram, Santuari, Gesi (cap). Entrati, nel corso del match, anche Bradac, Borgi, Bruni, Cecconi, Quaglia, Schillaci, Isozio. I biancoverdi, al cospetto di un avversario che ha giocato con continuità, hanno faticato ad esprimersi sui livelli toccati nelle precedenti (brillanti) uscite.

I ‘padroni di casa’, in difficoltà nelle fonti del gioco, hanno disputato un’ottima prova in fase difensiva. I Lions hanno avuto più possesso, sono passati in vantaggio nel cuore del primo tempo, ma i biancoverdi sono stati abili, con le proprie azioni in contrattacco, a trovare la via del sorpasso. La meta del pareggio è giunta a ridosso dell’intervallo (5-5 al giro di boa del match), la meta del definitivo successo è arrivata allo scadere della ripresa. Una prova, per il Livorno Rugby, altalenante sul piano del gioco. Non è però mancato il carattere d’acciaio, che ha permesso di trovare, pur senza ricorrere ai fuochi d’artificio, un nuovo successo-qualità.