Nel rugby, le figure del direttore tecnico e dell’allenatore hanno ruoli complementari, ma distinti. Il direttore tecnico assume la mansione di supervisore, definisce come le rappresentative del club (squadre seniores e giovanili) devono impostare il loro gioco, lavora per far crescere a livello strutturale tutto il sodalizio e pianifica lo sviluppo degli atleti. Il focus principale dell’allenatore – o degli allenatori – si concentra più sulla preparazione atletica, tattica e tecnica della squadra assegnata. Va da sé che è indispensabile il perfetto coordinamento tra le figure del direttore tecnico e degli allenatori e che per poter ambire a buoni risultati tutte le componenti debbano remare nella stessa direzione. Il direttore tecnico del Livorno Rugby è Gianluca Guidi: si tratta di un personaggio di spicco della palla ovale e non solo per le sue ottime qualità di giocatore (mediano di mischia), che gli hanno consentito di collezionare cinque presenze nella nazionale maggiore e di contribuire allo storico successo (il 22 marzo 1997, a Grenoble contro la Francia) degli azzurri nella finale della Coppa FIRA (praticamente la Coppa Europa). Il livornese ‘Cuca’ Guidi, che, come giocatore – con la sola eccezione della stagione 1997/98, vissuta a L’Aquila – ha sempre militato, a livello di squadre di club, nelle fila dei biancoverdi labronici (al suo attivo anche tre promozioni nel massimo campionato), ha ben presto iniziato l’attività di tecnico, dapprima proprio a Livorno e successivamente in ambito federale e poi sulle panchine del Calvisano, delle Zebre e delle Fiamme Oro Roma (tralasciamo l’elenco dei successi ottenuti). Guidi è tornato in biancoverde nell’estate del 2024 e nella stagione 2024/25 – quella, per la prima squadra, caratterizzata dalla promozione dall’A2 all’A1 e da 17 vittorie, un pareggio e due sconfitte – ha assunto le mansioni di direttore tecnico. Nell’ultima annata – quella di A1, la prima giocata dai biancoverdi in un campionato a girone unico nazionale dopo ben 14 anni d’attesa, chiusa al settimo posto – si è diviso tra le mansioni di direttore tecnico e di allenatore della prima squadra. Si è avvalso, nella conduzione tecnica, della preziosissima collaborazione del pilone destro classe 1991 Antonio Tangredi e del mediano di apertura-estremo classe 2000 Rocco Del Bono, giocatori-allenatori che si sono dimostrati ampiamente all’altezza dei ruoli a loro assegnati e ora sono pronti all’ulteriore salto di qualità. Tangredi e Del Bono – atleti di spicco, capaci di mettersi in evidenza nel recente passato anche nel massimo campionato domestico – sono, in coppia, gli allenatori del Livorno Rugby 2026/27. Tangredi e Del Bono continueranno a giocare, si avvarranno, ovviamente, dell’appoggio dello stesso Guidi e potranno contare, anche a livello tecnico, sull’appoggio del fuoriclasse Mata Maxime Esuite Mbandà. A quest’ultimo, il terza linea classe 1993, con 29 caps all’attivo, ‘colpo dell’estate biancoverde 2025’, è stato affidato l’incarico di allenatore delle touche. Nella visione della crescita di un club è naturale per i giocatori più esperti e rappresentativi assumere il compito di allenatori, anche solo specifici. Il Livorno Rugby – e non solo per la presenza in campo di Del Bono, Tangredi e Mbandà – può legittimamente puntare a buoni traguardi nel campionato di A1 al via il prossimo 18 ottobre.