In tutto, in questo anno solare pesantissimamente condizionato dall’emergenza della pandemia, il Livorno Rugby ha giocato cinque partite: quattro, tra gennaio e febbraio, ufficiali, valide per il torneo di B 2019/20 (poi interrotto in modo brusco, anzitempo), ed una ufficiosa, di preparazione al nuovo campionato (l’amichevole dello scorso 10 ottobre con i Cavalieri Prato/Sesto). Ruolino di quattro successi – tutti quanti conditi dal bonus-attacco – ed una sconfitta – che ha fruttato il bonus-difesa -. Disquisire di questioni tecniche, in questo momento, risulta difficile. C’è incertezza sulla data della ripresa dell’attività agonistica. Ben difficilmente il nuovo torneo partirà il 24 gennaio: nella migliore delle ipotesi, per le varie formazioni, tra le mille limitazioni imposte negli allenamenti (con tanto di divieto di quegli esercizi tipici, con i contatti propri dello sport della palla ovale) mancherebbe in ogni caso il tempo per effettuare una preparazione degna di tal nome. Si slitterà, sempre nella più ottimistica delle previsioni, a fine marzo. Da valutare, per il campionato di B, la formula da adottare. Almeno inizialmente, potrebbe esserci spazio solo per una fase territoriale. In questo clima di incertezza, non è facile impostare una tabella di preparazione. Il Livorno Rugby, con la sua prima squadra e con tutte le sue rappresentative giovanili, sta comunque effettuando – rispettando sempre in modo puntiglioso il protocollo previsto – sul campo in sintetico ‘Giovanni Maneo’ di via delle Margherite, un lavoro di carattere fisico-atletico. Un modo per mantenere una buona condizione e per lanciare un preciso segnale di carattere sociale, culturale e sportivo: nessuno, tra i rugbisti biancoverdi, vuole ‘arrendersi’ di fronte al ‘placcaggio’ portato dal Covid-19

Gesi e Mannelli: buon sangue…. L’unico campionato domestico partito regolarmente è quello della Top10. Il Colorno, in questo scorcio iniziale del torneo, sta viaggiando su buonissimi ritmi, superiori rispetto a quanto preventivabile alla vigilia. La squadra parmense ha ottenuto 11 punti in cinque fatiche e soprattutto sta creando non pochi disagi anche a formazioni più attrezzate e quotate. In evidenza, nella compagine emiliana, Simone Gesi e Edoardo Mannelli, due giovanissimi giocatori labronici, rugbisticamente nati nel Livorno, entrambi figli d’arte e capaci di ritagliarsi un ruolo da protagonisti nel quindici titolare. Simone Gesi, classe 2001, nazionale under 20, ha già siglato tre mete e in occasione della sfida esterna con le Fiamme Oro Roma si è meritato il titolo di ‘player of the match’. Gesi, che nel Colorno viene schierato all’ala (il ruolo da lui ricoperto anche tra gli azzurrini) è stato protagonista nelle ultime due stagioni nella prima squadra del Livorno Rugby, di solito nelle mansioni di mediano di apertura. Suo padre Stefano, suo zio Andrea e suo nonno Silvano hanno giocato nel Rugby Livorno – e non certo come semplici comprimari – anche nella massima serie. Edoardo Mannelli, terza linea ala, classe 2000, ha iniziato la carriera nelle giovanili del Livorno Rugby, dove è restato fino al 2015. Suo padre, Maurizio, ha giocato, nella parte finale della sua carriera, anche nella mischia della prima squadra biancoverde, in A2. Buon sangue, non mente…