Viterbo – Livorno: 17 – 26

Union Viterbo: Menghini R (1′st Menghini M), De Angeli, Bonucci, Pastori, Bocchino S (Dimitri), D’Annunzio, Forti, Agostini, Pompei, Bocchino L (40′st Ricci), Santucci, Mariottini (30′st Lunedini), Borgatti, Desana (20′st Gori) A disp. Belli, Tichetti. All. Fabiani
Livorno: Chiesa, De Vincentis, Miliani, De Mauro, Righetti, Squarcini, Contini (12′pt Scapaticci), Bottarini, Giglioli, Bonavia (20′st Brancoli) Paoluzzi, Favati, Tangredi, Moretti, Ciapparelli (45′st Mannucci). A disp. Sforzi, Bufalini, Carrani, Gigli. All. Saccà

Stavolta la certezza matematica c’è ma anche per chi non mastichi pane e numeri il concetto è elementare: con la vittoria a Viterbo, Livorno chiude la prima fase del campionato in testa alla classifica e andrà a giocarsi la seconda, il cui calendario sarà diramato nei prossimi giorni, insieme a Civitavecchia e Piombino. Restano fuori Cecina, Viterbo e Paganica, con quest’ultima a un passo dalla qualificazione, a soli due punti da Piombino (nonostante una vinta in più) ma che, pur con l’amaro in bocca, deve essere soddisfatta della prestazione da neopromossa.
A Viterbo i ragazzi di Saccà si presentano a ranghi ridotti, per impegni lavorativi e familiari, e con una folta presenza di giovani: a parte Milianti e Squarcini, classi 81 e 84, tutti gli altri sono nati dopo il 1990 e questa cosa, se prima della partita aveva dato da pensare ai tecnici, dopo la partita è salutata come grande augurio per il futuro.
Livorno segna per prima (meta al 10’ pt trasformata da) e non si volta più indietro, rimanendo sempre in vantaggio. Viterbo però non si dà mai per vinta, rifacendosi sotto e lottando con un gioco aggressivo e determinato. Al 15esimo del primo tempo segna senza trasformare per il 5 – 7, poi subisce un calcio piazzato per il 5 – 10 su cui si va al riposo. Nella ripresa Livorno non riesce a segnare di azione ma al 13esimo infila i pali e reagisce alla seconda meta subita, 7 minuti dopo, con un secondo calcio e due mete in sequenza, al 30esimo e al 36esimo, che di fatto pongono fine alla tenzone.
Viterbo ha comunque ancora voglia di giocare e, a tempo praticamente scaduto, segna una meta vicino alla bandierina. L’arbitro dovrebbe chiudere e mandare tutti sotto la doccia ma al pallone si avvicina Roberto Ricci, disabile regolarmente tesserato con sulle spalle la maglia numero 10 e nella testa il mito di Johnny Wilkinson, pure lui numero 10 e monumento del rugby inglese. Il tempo sarebbe scaduto ma al direttore di gara basta un attimo per capire la situazione e, ottenuto l’assenzo dai capitani con un semplice scambio di sguardi consente la battuta. Ricci prepara meticolosamente il calcio, ripete tutti i movimenti del campione – dalla caratteristica routine di concentrazione con le mani giunte, la bocca che ci soffia sopra e la schiena inarcata e, da posizione molto defilata, colpisce sicuro e manda l’ovale tra i pali, andando a raccogliere l’ovazione dai tifosi di entrambe le parti per il bellissimo gesto atletico e decretando la festa per tutti: festeggia lui, festeggia Livorno e festeggia anche il rugby, che ancora una volta dà una grande dimostrazione di etica.

“L’importante era il risultato e noi lo abbiamo ottenuto – ci ha detto Saccà – ma sono contento anche per il gioco e per il ruolo che hanno avuto i giovani. Qualcuno non ci dava per favoriti ma abbiamo finito al primo posto e non vediamo l’ora di confrontarci con le più forti dell’altro girone”

Scritto Da Gabriele Pritori , tratto da “Quilivorno.it”.